Le storie delle decine di giovani uccisi sull'isola di Utoya da Anders Behring Breivik, rendono, se possibile, il massacro ancora più drammatico. Al raduno c'era il futuro della Norvegia: l'infermiera che passava le sue ferie al servizio del partito, l'aspirante giornalista che scriveva il giornale del raduno e la giovane eritrea dagli ideali saldi. Sull'isola anche i due figli del premier Stoltenberg, sopravvissuti per miracolo al massacro.
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lunedì 25 luglio 2011
sabato 23 luglio 2011
Attentato in Norvegia
Norvegia, il bilancio sale a 91 morti – 7 vittime nel centro di Oslo e 84 nell’isola di Utoeya, è questo il bilancio provvisorio dei morti della strage terroristica che ha colpito la Norvegia. Un’autobomba, carica di un diserbante di cui l'attentatore aveva fatto larga provvista, è esplosa ieri nel centro di Oslo vicino gli uffici del premier Stoltemberg, mentre nell’isola di Utoeya ha provocato la morte di 84 persone sparando all'impazzata. L'attentatore è un 32enne di nome Anders Behring Breivik, il quale si dichiarava xenofobo, estremista, anti islamico e soprattutto anti laburista.
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